Errori e orrori su Facebook

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Condivido regolarmente gli articoli di questo blog sulla pagina Facebook che porta lo stesso nome: http://www.fb.com/lassunto

E mi capita di vedere alcune cose sui profili delle persone che mettono Mi piace ai miei articoli. Credo che siano aspetti che meritano di essere discussi. Alcuni lettori si ritroveranno in quanto dirò e mi scuso in anticipo con loro: sto scrivendo con l’obiettivo di sollevare delle questioni e non di giudicare e/o criticare (anche se mi riesce molto bene, lo ammetto eh eh).

Il vostro profilo Facebook

Ognuno mette ciò che vuole sui social, soprattutto quando vengono percepiti come personali (Facebook, Instagram) e non professionali (LinkedIn). Ogni tanto postiamo cose che non sono proprio adeguatissime neanche alla sfera del privato, ma di questo ne ho già parlato tempo fa (https://lassunto.com/2016/11/10/gli-scheletri-nellarmadio).

Le persone sono sempre più attente alle impostazioni della privacy e ciò è un bene: ormai è raro trovare dei profili completamente aperti dove tutto è visibile anche agli esterni.

Tuttavia, dovete sapere che un certo numero di pagine del vostro profilo Facebook è sempre pubblico: tipicamente, la foto del profilo e la foto di copertina. Ciò significa che chiunque può vedere le immagini correnti e quelle passate.

Un Mi piace dice molto di voi

Quando mettete Mi piace a un’azienda o a un prodotto o a un cantante, l’amministratore di quella pagina riceve una notifica che riporta al vostro profilo pubblico. Quindi, più contenuti pubblici avete condiviso e più l’amministratore di quella pagina avrà accesso alle vostre informazioni. Alcune aziende poco raccomandabili lo fanno di mestiere, di verificare ogni profilo delle persone che hanno apprezzato le loro pagine.

Ci sono modi poi più scaltri di raccogliere informazioni, come ad esempio tutti quei test super stupidi ma ahimè super simpatici del genere che animale eri in una vita precedente, con chi ti sposerai quest’anno e se fossi un cartone animato, chi saresti. Ogni volta che accediamo con Facebook a quel tipo di pagine, anche se poi non ne pubblichiamo i contenuti, autorizziamo di fatto l’amministratore della pagina a ricevere tutta una serie di informazioni su di noi (che vengono esplicitate ma che pochi si preoccupano di editare; tipicamente: nome, data di nascita, lista degli amici, email, ma anche altre informazioni ancora più sensibili).

Quindi?

Morale della favola, ci può essere una ricaduta diretta sulle vostre ricerche di lavoro, perché mettendo Mi piace alla pagina di un’azienda alla quale in seguito inviate una candidatura, c’è il rischio che alcuni dati vengano incrociati. Stando a delle cifre valide per gli Stati Uniti, 69% dei datori di lavoro ammette di aver già declinato l’offerta di un candidato dopo aver visitato i suoi profili social.

Mi raccomando: non facciamo l’errore di urlare scandalizzati che non si rispetta la nostra privacy, perché quei dati siamo noi stessi ad averli resi disponibili. Abbiamo autorizzato Facebook a mettere “in chiaro” le nostre foto del profilo, ad esempio.

Tutto qui. Ho creduto utile sensibilizzare chi legge su eventuali rischi, magari remoti ma decisamente concreti, di danneggiare la propria immagine con un gesto semplice e anodino come quello di mettere un Mi piace su un post o una pagina. Adesso però non disertate la mia pagina Facebook – fa sempre piacere vedere che i propri contenuti sono apprezzati! 🙂

Qualche esempio?

Ero tentato di postare alcuni screenshot, ma mi limiterò a farvi qualche esempio.
Questa lista, lungi dall’essere esaustiva, è frutto di osservazioni che ho fatto negli ultimi tre giorni, osservando semplicemente il traffico sulla pagina Facebook del mio blog e limitandomi alle immagini di profilo (pubbliche e visibili a tutti; ripeto: pubbliche e visibili a tutti):

  • fotografie di profilo con dito medio alzato
  • immagini politiche (tipicamente il NO o il SI al referendum)
  • un fiotto di birra sul viso che ricorda una scena di pissing
  • frasi violente nei confronti di qualche personaggio pubblico (soprattutto contro i politici)
  • foto intime con fidanzati e fidanzate
  • una quantità impressionante di uomini a petto nudo che mostrano muscoli e/o tatuaggi
  • una quantità industriale di ragazze super filtrate in pose suggestive
  • superalcolici in mano e faccia paonazza
  • foto con armi in mano
  • gatti; tanti, troppi, troppissimi gatti.

Così come le posso vedere io, queste immagini possono essere visualizzate anche dal vostro potenziale datore di lavoro (o peggio: da quello attuale).

Quindi (e due)? Facciamo sempre attenzione a ciò che postiamo!

 

 

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